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L'orologio francese

L'orologio francese

04.05.12

Dalla fine del XVIII secolo in poi, gli artisti si ribellarono alla rigidità classica e al culto della bellezza ideale, esprimendo la loro preferenza per soggetti più realistici, più vicini al loro tempo. Questo nuovo stile, che esaltava l'emozione, la sensibilità, l'immaginazione e il fantastico, è evidente anche negli orologi dell'epoca romantica.

 

IL DECORO IN BRONZO

Durante la Restaurazione, gli artigiani del bronzo assunsero un ruolo di primo piano nell'arte orologiera. Essi tradussero con maestria scene di vita quotidiana, episodi di architettura gotica e scenari esotici.

Gli anni Trenta dell'Ottocento segnarono un'evoluzione nella grammatica ornamentale degli orologi. Privi di figure, erano decorati con motivi più o meno antichi come cornucopie, fregi a palmette, ghirlande finemente cesellate che incorniciavano il movimento in bronzo dorato o cesti di fiori, motivo caratteristico della Restaurazione.

Durante il regno di Luigi Filippo, questi motivi decorativi divennero più elaborati, più numerosi e caratterizzati da una cesellatura più audace.

Orologio rococò in bronzo dorato

Orologio rococò con decorazione a motivi floreali

 

LA MODA DEGLI OROLOGI BASATI SUI SOGGETTI

divennero Gli orologi a soggetto molto popolari presso una nuova clientela, prevalentemente borghese. Il Neoclassicismo, che continuò durante l'Impero e la Restaurazione, fornì scene e personaggi tratti dalla mitologia e dalla storia antica.

Presenti sugli orologi Luigi XVI, furono ripresi durante i primi trent'anni del XIX secolo. Tra i più comuni c'erano Apollo e Diana cacciatrice, spesso copiati da antiche figure greco-romane, Orfeo, Mercurio, Adone, Crono accompagnati da bassorilievi copiati da vasi greci, ma anche e soprattutto Venere ed Eros, dio dell'amore, che incorona Psiche o semplicemente suona l'arpa o il tamburo.

Tuttavia, le scene di vita domestica sono la fonte d'ispirazione più comune. Gli orologi che gli inventari definiscono "modelli da biblioteca" rivelano, attraverso la scelta rappresentativa degli arredi, l'atmosfera intima di uno studio. Il tema della lettura, molto frequentemente raffigurato sugli orologi dei primi dell'Ottocento, è spesso associato alla Storia, alle Arti e alle Scienze.

Orologio Impero "The Spinner"

Intorno al 1830, gli orologi smaltati godevano di grande popolarità. Fu in questo periodo che le scene in stile neoclassico cedettero il passo alle decorazioni floreali ispirate al Romanticismo. Realizzati con smalti champlevé di vari colori, i fiori erano disposti in composizioni diverse e talvolta molto elaborate, come testimonia, ad esempio, il nostro orologio firmato Jacob Petit.

OROLOGIO IN PORCELLANA NELLO STILE DI JACOB PETIT (1796-1865)

Orologio in porcellana nello stile di Jacob Petit

Mentre il Medioevo, Enrico IV e Maria Stuarda affascinarono i seguaci dello storicismo intorno al 1820, l'Estremo Oriente aveva affascinato il mondo occidentale fin dal XVIII secolo. Questa tendenza si intensificò durante il regno di Luigi XV, portando alla creazione di numerosi mobili e oggetti "in stile cinese". La moda dell'esotismo continuò fino ai primi decenni del XIX secolo, con soggetti ispirati all'Africa e alle Americhe.

Gli orologi dell'epoca romantica presentano un ricco vocabolario che trae ispirazione da diverse fonti esotiche, come le popolazioni nere, i turchi e i cinesi, particolarmente apprezzati dai collezionisti. Questi motivi riflettono il fascino dell'epoca per le terre lontane, che continuava ad accendere l'immaginazione degli artisti alla ricerca di mistero ed esotismo.

Orologio Esmeralda o Ballerina del Tamburello

Orologio "Esmeralda"

 

Bibliografia

-L'orologio raffigurante il periodo del Direttorio a Luigi Filippo, Saint-Omer, Musée de l'Hôtel Sandelin, 26 giugno-12 settembre 1993. 
-Cardinal, Catherine, L'orologeria nella storia, nelle arti e nelle scienze: capolavori del Museo Internazionale dell'Orologio di La Chaux-de-Fonds, Svizzera, Losanna, Scriptar, 1983. 
-Dupuy-Baylet, Marie-France, "Orologi dei primi del XIX secolo e i relativi arredi", L'Estampille/L'objet d'art, giugno 1997, pp. 76-82. 
-Dupuy-Baylet, Marie-France, "Orologi del dopoguerra", L'Estampille/L'objet d'art, maggio 1998, pp. 54-65. 
-Kjellberg, Pierre, Enciclopedia dell'orologio francese dal Medioevo al XX secolo, Parigi, Editions de l'Aamateur, 1997.